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Archivio per ‘LO SPECIALISTA RISPONDE’ Categoria.

Quando… e come togliere il ciuccio!

A cura della Dott.sa associata Patrizia Filomena Carrozzo

QUANDO TOGLIERE IL CIUCCIO

Il ciuccio è un oggetto molto importante per il bambino poiché rappresenta un sostituto del seno materno, pertanto rappresenta un conforto, produce sensazioni piacevoli, di quiete e regolazione delle emozioni.

Il ciuccio generalmente va tolto intorno ai tre anni, quando il bambino raggiunge una sua indipendenza ed è pronto ad affrontare il mondo, portando dentro di sé la figura di accudimento senza necessariamente averla accanto.

Attenzione però a non togliere il ciuccio quando il bambino attraversa un periodo stressante come l’inserimento al nido, la nascita di un fratellino, una separazione ecc… proprio perché, come detto sopra rappresenta un oggetto che tranquillizza.

E’ importante non abituare il bambino a prendere il ciuccio ogni volta che piange, o che lo chiede, piuttosto cercare di capire se richiede la nostra presenza, o è stanco, o ha fame…lo so che questo richiederà da parte vostra attenzione e ascolto, ma credo che sia l’unico modo perché il ciuccio come il cibo non diventi un oggetto consolatore in ogni situazione.

COME TOGLIERE IL CIUCCIO

Mai togliere il ciuccio all’improvviso, facendolo sparire senza che il bambino se ne renda conto, è meglio coinvolgerlo. Ad esempio durante le attività di gioco, le passeggiate al parco…si stabilisce con il bambino che il ciuccio riposa, e che lo riprenderà quando andrà a nanna. Generalmente se parliamo con il bambino, sarà lui stesso a consegnarcelo quando glielo chiederemo, o addirittura a proporre lui di metterlo a posto all’inizio delle attività o altro.

Ricordiamo l’importanza della ritualità per il bambino, se non perdiamo di vista questo anche lui sarà contento di cederlo.

All’inizio sicuramente farà un po’ di capricci, è importante non cedere, e perché questo avvenga è importante avere chiaro che anche la noia può essere motivo di richiesta del ciuccio, l’assenza nella richiesta di attenzione, per cui bisognerà rimboccarsi le maniche e ascoltare, passare del tempo, giocare con i propri figli, questo naturalmente non vale solo per il ciuccio.

Una volta passata questa fase si potrà lentamente proporre al bambino un orsacchiotto o qualunque altro oggetto che lo possa accompagnare durante la nanna, anche qui è molto importante la vostra presenza, con la lettura di una fiaba, delle carezze…attenzione però a portare il bimbo nel vostro letto, o addirittura mettervi voi nel suo, il messaggio che passa è “vorrei tu fossi indipendente senza il ciuccio, ma non senza la mamma e papà”.

Lasciare il ciuccio deve essere un processo graduale, e tranquillizzante.

Sono contraria a ciucci distrutti, o che spariscono. Ricordate sempre che il bambino è un essere pensante che prova emozioni, non trattatelo come una tabula rasa.

Dott.ssa Patrizia Carrozzo

Perché un bambino morde…

A cura della Dott.ssa associata Filomena Patrizia Carrozzo

Il morso del bambino è una questione che spaventa i genitori così come le educatrici dei nidi, alle quali viene poi richiesta la spiegazione di un atto reputato così grave e pericoloso.

Generalmente si attivano sensi di colpa da parte delle mamme che vedono il proprio figlio trasformato in “Hannibal Lecter”, che non sanno come fermare questo gesto improvviso, e le educatrici che si domandano “chi e come lo diciamo alla mamma della vittima del morso?” soprattutto quando la mamma dimentica che i bambini sono istintivi e non sempre l’educatrice ha un movimento più lesto di quello del bambino, i riflessi cominciano ad arrugginirsi dopo una certa età, ma soprattutto dimenticando che i MORSI SONO DIMOSTRAZIONE DI UN DISAGIO, DI UN’ EMOZIONE POSITIVA O DI UNA ESPLORAZIONE.

A parte gli scherzi, anche se nello scherzo c’è sempre un fondo di verità, i bambini dai 12 mesi ai 2 anni esplorano qualunque cosa passi per le loro mani con la bocca, e anche l’altro in un qualche modo viene esplorato in questo modo, la nascita dei denti, il bisogno di assaporare, di sentire passa attraverso il mordere o il leccare l’oggetto che si esplora, e spesso anche un momento di frustrazione, può essere un motivo di scarico attraverso il morso.

Il bambino così piccolo non è ancora padrone della parola per poter esprimere il proprio disappunto per un gioco rubato, o perché ha un’emozione troppo forte che lo fa sentire a disagio (la lontananza dalla mamma, un bimbo che piange tanto e spesso, un bacio che si tramuta in un morso, richiesta di attenzione…) e lo esprime con spinte, schiaffetti e morsi.

Se leggiamo il morso o qualunque atto fisico con questi presupposti, avremo grosse difficoltà a etichettare quel bambino come il mostro da cui tenersi lontani o da mettere in punizione.

Se vogliamo aiutare il bimbo, dobbiamo dirgli un secco No quando è nell’azione del mordere, o quando ha già morso, dopodiché guardarlo negli occhi e comunicargli  che è una cosa che non si fa perché fa molto male, riconoscergli la rabbia verbalmente e proponete delle alternative valide al gesto provando ad esempio a far chiedere il gioco al bimbo con calma e dolcezza.

Non utilizzare mai metodi aggressivi, ricordiamo che aggressività porta altra aggressività, per cui niente sculaccioni o punizioni.

IL BAMBINO CHE MORDE NON E’ UN SOGGETTO AGGRESSIVO

LA SEDIA DELLA CAMOMILLA

Quando il bambino è recidivo potete applicare la tecnica che ormai utilizzo da anni della sedia della camomilla, un luogo dove il bambino impara a REGOLARE e non CONTROLLARE le emozioni ( il controllare ha a che fare con il tenere, il regolare con il fluire) , e per i bambini più grandi è un luogo dove riflettere con calma insieme alla mamma o all’educatrice sul gesto. E il luogo dove potrete far sentire al bambino che anche se quello che ha fatto vi è dispiaciuto voi siete li con lui tranquille.

In realtà anche se la sedia della camomilla è per il bimbo,  serve anche a voi a gestire la rabbia per quel gesto, per cui a lavorare sulla rabbia sarete in due, e il bambino percepirà il messaggio, che la rabbia può essere espressa in tanti modi diversi dal morso o dagli spintoni…,  poi lo si lascia 2 minuti tranquillo e poi può tornare a giocare. Alcuni bambini delle volte sentono il bisogno di sedersi li per calmarsi, questa è autoregolazione.

Non deve essere usata come sistema di gestione del potere ma come offerta per calmarsi.

Come tutte le cose non abusatene il bambino non darà il senso del rilassamento e della riflessione.

Aiutate il bambino nella comprensione dei comportamenti lodandolo quando ad esempio nella stessa situazione non ha utilizzato il morso.

Per i bambini più grandi dopo i 3 anni il morso non ha più una valenza comunicativa, ma è espressione di rabbia e bisogno di imporsi.

Dott.ssa Filomena Patrizia Carrozzo